Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione
In Messico, la libertà religiosa è garantita costituzionalmente e il suo esercizio è regolato dalla “Legge sulle Associazioni Religiose e il Culto Pubblico” (Ley de Asociaciones Religiosas y Culto Público, LARCP).
L'articolo 24 della Costituzione contiene elementi dell'articolo 18 della Dichiarazione universale dei diritti umani. In esso si afferma che: «Ogni persona ha il diritto alle libertà di convinzioni etiche, di coscienza e di religione, e di avere o adottare, a seconda dei casi, la religione di propria preferenza. Tale libertà include il diritto di partecipare, individualmente o collettivamente, in pubblico o in privato, a cerimonie, devozioni o atti di culto, purché questi non costituiscano un crimine o un misfatto punibile dalla legge». L'articolo 1 della “Legge sulle Associazioni Religiose e il Culto Pubblico” chiarisce che nella pratica delle credenze religiose nessuno è «esonerato in nessun caso dal rispetto delle leggi del Paese».
L'articolo 1 della Costituzione afferma che tutte le autorità governative hanno l'obbligo di promuovere, rispettare, proteggere e garantire i diritti umani. Al tempo stesso, l'articolo 24 aggiunge che «il Congresso non può dettare leggi che istituiscano o aboliscano una determinata religione».
Il medesimo articolo vieta la discriminazione per motivi legati a origine etnica o nazionale, genere, età, disabilità, condizione sociale, salute, religione, opinioni, preferenze sessuali, stato civile o qualsiasi altro fattore che possa ledere la dignità umana.
La “Legge federale per prevenire e cessare la discriminazione” definisce come discriminatorio qualsiasi tentativo di limitare la libera espressione delle idee, così come qualsiasi azione volta a porre ostacoli alle libertà di pensiero, coscienza o religione e alle pratiche o usanze religiose, a condizione che queste ultime non violino l'ordine pubblico. Nel maggio 2022, un emendamento ha definito cosa si intende per discriminazione.
La “Legge sulle associazioni religiose e il culto pubblico” regola inoltre diversi aspetti della vita delle associazioni religiose, come le loro natura, costituzione e funzionamento (articoli 6-10), le relazioni con gli associati, i ministri religiosi e i rappresentanti (articoli 11-15), il sistema delle proprietà (articoli 16-20), gli atti religiosi di culto pubblico (articoli 21-24) e i rapporti delle autorità con le associazioni religiose e la loro attività (articoli 25-28), oltre alle violazioni della normativa e alle relative sanzioni (articoli 29-36).
L'articolo 130 della Costituzione stabilisce la separazione tra Stato e Chiesa, che viene ribadita negli articoli 1 e 3 della Legge sulle associazioni religiose e il culto pubblico. Questo principio di separazione si estende anche all'istruzione pubblica, che, ai sensi dell'articolo 3 (paragrafo I) della Carta costituzionale, deve «deve escludere qualsiasi riferimento alle dottrine religiose».
Per evitare interferenze da parte dello Stato, alle autorità è costituzionalmente vietato intervenire negli affari interni delle associazioni religiose (articolo 130, comma b), così come negli eventi religiosi individuali o collettivi, ad eccezione dei casi in cui sia necessario garantire il rispetto «della Costituzione, dei Trattati Internazionali ratificati dal Messico e di altre leggi applicabili e la protezione dei diritti di terzi» (articolo 3, “Legge sulle associazioni religiose e il culto pubblico”).
Allo stesso modo, i funzionari federali, statali e municipali «non possono partecipare ufficialmente a nessun atto religioso di culto pubblico, o ad attività che abbiano motivazioni o scopi simili», tranne in caso di pratiche diplomatiche (articolo 25, “Legge sulle associazioni religiose e il culto pubblico”).
Per quanto riguarda l'indipendenza dello Stato nei confronti delle religioni, l'articolo 24 della Costituzione afferma che: «A nessuno è permesso utilizzare questi atti pubblici di espressione religiosa per fini politici, per campagne elettorali o come strumento di propaganda politica». L'articolo 130 (commi c e d) della Carta vieta ai membri del clero di ricoprire cariche elettive.
Questo divieto generale è coerente con gli articoli 55 (paragrafo VI) e 58 del testo costituzionale, che impediscono ai membri del clero dal diventare deputati o senatori federali. L'articolo 82 (paragrafo IV) proibisce al Presidente del Messico di essere un ministro del culto.
Il divieto è ribadito dalla Legge sulle associazioni religiose e il culto pubblico, secondo la quale i membri del clero non possono ricoprire cariche pubbliche, sebbene «abbiano il diritto di voto ai sensi della legislazione elettorale applicabile» (articolo 14).
Al pari della Costituzione (articolo 130, comma e), la suddetta legge (articolo 29, X) include più divieti costituzionali che riguardano la separazione tra Chiesa e Stato, in particolare il divieto per i membri del clero di associarsi tra loro per scopi politici, di fare propaganda a favore o contro qualsiasi candidato, partito o associazione politica, e di opporsi «alle leggi o alle sue istituzioni del Paese nell’ambito di riunioni pubbliche».
Allo stesso modo, le associazioni religiose e i membri del clero non possono possedere o amministrare concessioni di telecomunicazioni, ad eccezione delle pubblicazioni stampate di carattere religioso (articolo 16, Legge sulle associazioni religiose e il culto pubblico).
Inoltre, l'articolo 130 (comma a) della Costituzione specifica che solo le Chiese e i gruppi religiosi registrati hanno personalità giuridica. L'articolo 7 della Legge sulle associazioni religiose e il culto pubblico stabilisce le condizioni e i requisiti che devono essere soddisfatti a tal fine. All’articolo 7 si afferma infatti che: «Chiunque richieda la registrazione di un'associazione religiosa deve dimostrare che la Chiesa o il gruppo religioso: 1. si occupa principalmente dell'osservanza, della pratica, della diffusione e dell'insegnamento di una dottrina religiosa o di un organismo di credenze religiose; 2. svolge attività religiose nella Repubblica messicana da un minimo di cinque anni, ha radici ben note nella popolazione, ed ha il proprio domicilio nel Paese; 3. ha beni sufficienti per adempiere ai propri scopi; 4. ha uno statuto ai sensi del secondo paragrafo dell'articolo 6; 5. ha rispettato, se del caso, le disposizioni delle sezioni I e II dell'articolo 27 della Costituzione.
Una volta costituite, le associazioni religiose hanno il diritto di avere un nome esclusivo, di stabilire le loro strutture interne di governo e di funzionamento, di celebrare atti di culto pubblico e di diffondere la loro dottrina, nonché di stabilire e gestire strutture assistenziali, educative e sanitarie, a condizione che non abbiano scopo di lucro (articolo 9 Legge sulle associazioni religiose e il culto pubblico).
L'articolo 27 (paragrafo II) della Costituzione riconosce anche la capacità delle associazioni religiose regolarmente costituite di acquisire, possedere o amministrare beni. Tuttavia, così come il testo costituzionale (articolo 130), la Legge sulle associazioni religiose e il culto pubblico (articolo 15) nega ai membri del clero il diritto di ereditare per testamento dalle persone che essi «hanno diretto o assistito spiritualmente e che non sono loro parenti almeno di quarto grado».
In generale, le attività di devozione pubblica devono essere svolte all’interno dei luoghi di culto, e possono essere tenute in altri luoghi soltanto in circostanze particolari (articolo 24 della Costituzione e articolo 21 della Legge sulle associazioni religiose e il culto pubblico), e previa comunicazione, almeno 15 giorni prima dell’evento, alle autorità competenti. Queste ultime possono negare l’autorizzazione solo «per motivi di sicurezza e protezione della salute, della morale, del rumore e dell'ordine pubblico, o per tutelare i diritti di soggetti terzi» (articolo 22, Legge sulle associazioni religiose e il culto pubblico).
Nell'aprile 2022, è stata presentata una proposta di legge per emendare la Legge sulle associazioni religiose e il culto pubblico al fine di modificare le procedure di autorizzazione delle cerimonie di devozione da tenersi al di fuori dei luoghi di culto.
La libertà di coscienza è tutelata dall'articolo 24 della Costituzione e si applica anche all'ambito dell’assistenza sanitaria. L'articolo 10 (bis) della Legge Generale sulla Salute garantisce al personale medico e infermieristico impiegato nel Servizio Sanitario Nazionale il diritto all'obiezione di coscienza, aggiungendo che tale scelta non può essere un motivo di discriminazione sul posto di lavoro.
Tuttavia, nel settembre 2021, la Corte Suprema di Giustizia ha bocciato l'articolo 10 (bis), ritenendo che questo non definisca i limiti necessari per garantire che l'obiezione di coscienza possa essere esercitata senza mettere a repentaglio i diritti umani degli altri, in particolare il diritto alla salute. Alla luce di ciò, la Corte ha esortato il Congresso a regolamentare l'obiezione di coscienza.
Episodi rilevanti e sviluppi
Morte di membri del clero
Secondo la testata giornalistica La Lista e il Centro Católico Multimedial, tra il dicembre 2018 e il giugno 2022 sono stati uccisi almeno sette sacerdoti.
Nel marzo 2021 è stato ritrovato senza vita e con segni di violenza il corpo di don Gumersindo Cortés, sacerdote scomparso alcuni giorni prima. A giugno dello stesso anno, don Juan Antonio Orozco, mentre stava andando a celebrare la messa, è stato ucciso in una sparatoria tra bande di droga in lotta per il controllo del territorio.
Ad aprile, è stato assassinato Simón Pedro Pérez López, un catechista indigeno. L’uomo aveva testimoniato davanti alla Commissione Interamericana per i Diritti Umani (IACHR) denunciando le autorità messicane per la loro responsabilità nel massacro di Acteal del 1997. Insieme ad altri, il catechista aveva redatto una lettera dai toni forti, spiegando come le comunità vivessero assediate da trafficanti armati che godevano della complicità della polizia statale e municipale. Anche la diocesi locale si è espressa contro la drammatica situazione, esortando le autorità a proteggere la popolazione.
Secondo fonti della polizia, nell’agosto 2021 don José Guadalupe Popoca è stato ucciso a colpi di pistola nella sua chiesa di Morelos.
Nel maggio 2022, il corpo di padre José Guadalupe Rivas, direttore della Casa del Migrante, è stato ritrovato nello Stato di Bassa California.
A giugno, due gesuiti sono stati uccisi all'interno di una chiesa di Chihuahua in quella che è parsa una vera e propria esecuzione. I due religiosi stavano cercando di aiutare un fedele a mettersi in salvo da uomini armati. Tre mesi dopo Suor Juana Ángeles Zárate Celedón, Presidente della Conferenza dei Superiori Maggiori dei Religiosi del Messico (CIRM), ha denunciato la lentezza delle indagini e l'incapacità di assicurare i responsabili alla giustizia.
Minacce
Nel luglio 2021, un membro della Camera dei Deputati ha denunciato di aver subito minacce di morte, nonché vessazioni sia a livello politico che giuridico, a causa delle sue posizioni in difesa della vita e della famiglia.
Nel settembre 2021, a Hidalgo, due famiglie cristiane sono state minacciate di interruzione del servizio idrico per aver praticato il culto all’interno delle loro abitazioni.
Nel giugno 2022, il cardinale José Francisco Robles Ortega, arcivescovo di Guadalajara, ha denunciato che nelle parrocchie del nord dello Stato di Jalisco, i parroci locali dovevano ottenere il permesso dai trafficanti di droga per organizzare le feste patronali ed erano obbligati a consegnare il 50 percento dell'incasso. Il prelato ha inoltre riferito che le bande criminali hanno istituito dei “checkpoint” temporanei nella zona, notando come lui stesso fosse stato trattenuto da uno di questi gruppi e interrogato sulla sua provenienza, sulla sua destinazione e sul motivo della visita.
Attacchi, atti di vandalismo e profanazioni dei luoghi di culto
Nel 2021 e 2022, vi sono state numerose profanazioni, atti di vandalismo e attacchi a chiese e persone.
Nei mesi di luglio e agosto 2021, è stata dissacrata l'Eucaristia in tre chiese a Cuernavaca e Hermosillo. Nel dicembre 2021, un altro tabernacolo è stato profanato in una chiesa di Ciudad Juárez.
Nel marzo 2022, diverse chiese a Veracruz e Nuevo León sono state vandalizzate da partecipanti a marce per la Giornata Internazionale della Donna. In aprile, un incendio doloso contro il Templo de Santa Catalina de Siena di Città del Messico, che risale al 1623, ha danneggiato le porte principali del luogo di culto, considerate patrimonio culturale.
A giugno, il Santissimo Sacramento è stato profanato in una chiesa parrocchiale di Obregón, nello Stato di Jalisco. A luglio, don Mateo Calvillo Paz è stato fermato da un'auto mentre si recava a Morelia e uno degli occupanti della vettura ha picchiato il religioso. Nello stesso mese, uomini armati hanno fermato don Felipe Vélez Jiménez mentre stava guidando e gli hanno sparato in viso, ferendolo gravemente.
In agosto, nell'arco di pochi giorni, sette chiese di Città del Messico sono state teatro di rapine. Sebbene nessuna abbia subito danni materiali, i fedeli hanno riferito di essere particolarmente colpiti dal senso di insicurezza che si prova all'interno dei luoghi di culto.
A settembre, ignoti assalitori hanno attaccato i parrocchiani durante un battesimo celebrato in una parrocchia di Tijuana.
Un media evangelico che riporta casi di sfollamento forzato, subiti soprattutto da evangelici che vivono in un ambiente a maggioranza cattolica, ha dichiarato che nel Chiapas, tra il 1976 e il 2016, oltre 30.500 persone erano state espulse dalle loro case a causa dell'intolleranza religiosa. L'ultimo caso registrato risale al luglio 2022, quando due famiglie sono state costrette ad abbandonare la propria abitazione per non aver partecipato alla celebrazione di una festa cattolica.
Sentenze del Tribunale in materia di libertà religiosa
Nel giugno 2021, il Tribunale elettorale federale ha stabilito che un candidato aveva violato le regole elettorali facendo riferimento a simboli ed espressioni religiose nel materiale elettorale che aveva postato su Facebook.
Nel gennaio 2022, in una successiva sentenza, il Tribunale ha dichiarato che la pubblicazione da parte di un altro candidato di necrologi e video che mostravano edifici religiosi non violava la legge, in quanto non si trattava di propaganda politica.
Sempre a gennaio, due membri del clero sono stati condannati per proselitismo politico dopo aver pubblicato diversi video sui social media durante la campagna elettorale. Il Tribunale elettorale ha ritenuto che il loro contenuto incoraggiasse le persone a votare per una determinata opzione politica, violando così il principio costituzionale della separazione tra Chiesa e Stato. La Conferenza episcopale del Messico ha criticato questa decisione affermando che violava la libertà di espressione dei membri del clero.
Relazioni Stato-Chiesa
Nell'aprile 2022 è ricorso il trentesimo anniversario del ristabilimento delle relazioni diplomatiche tra il Messico e la Santa Sede. Nell'occasione, il Segretario vaticano Pietro Parolin ha visitato il Paese, cogliendo altresì l'opportunità di riaffermare la volontà della Chiesa cattolica di collaborare con le autorità in favore dell'armonia sociale e del bene comune. Il Ministro degli Esteri Marcelo Ebrard ha ringraziato la Chiesa per la sua collaborazione e il suo sostegno durante la pandemia di COVID-19.
Le buone relazioni non hanno impedito alla Chiesa cattolica di esprimere valutazioni critiche sul Paese. Ad esempio, nel giugno 2021, Papa Francesco ha condannato il massacro di 15 persone avvenuto a Reynosa. Sempre a giugno, i vescovi hanno chiesto al governatore di Hidalgo di porre il veto alla legalizzazione dell'aborto, che il Congresso statale aveva autorizzato fino a 12 settimane di gravidanza.
Il 5 settembre 2021, i vescovi si sono espressi con fermezza quando la Corte Suprema del Messico ha esaminato il diritto alla vita e all'obiezione di coscienza. I presuli confidavano che la Corte avrebbe garantito la protezione del nascituro, indipendentemente dal suo stadio di sviluppo, e che il diritto del personale medico all'obiezione di coscienza sarebbe stato riconosciuto come un diritto fondamentale.
Invece, il 21 settembre, la Corte Suprema di Giustizia del Messico (SCJN) ha invalidato l'articolo 10 bis della Legge Generale sulla Salute, che aveva riconosciuto l'obiezione di coscienza del personale medico e infermieristico, contrario a praticare o assistere interruzioni di gravidanza, «limitando tale diritto solo quando la vita della paziente è in pericolo o in casi di emergenza». Arturo Zaldívar, presidente del CSMG, ha difeso la decisione affermando che la Corte suprema ha conferito «piena efficacia al diritto di interrompere una gravidanza», e ha indicato che la legge «deve stabilire le condizioni e le modalità affinché l'obiezione di coscienza non interferisca con i doveri di disponibilità in materia di salute e soprattutto con i diritti umani delle donne».
Il 3 ottobre, la Conferenza episcopale Messicana ha indetto una «marcia per le donne e la vita». In quell’occasione «più di un milione di persone in totale hanno marciato in tutto il Paese», di cui oltre 300.000 a Città del Messico.
Nel gennaio 2022, di fronte a un'azione incostituzionale relativa al diritto alla vita nella Costituzione dello Stato di Nuevo León, la Conferenza episcopale cattolica del Messico ha rilasciato una dichiarazione in cui esortava nuovamente il Tribunale a riconoscere il diritto alla vita a partire dal concepimento.
Nel marzo 2022, i vescovi cattolici messicani hanno invitato gli elettori a essere perspicaci nell'esprimere il loro voto nel referendum relativo alla conferma del mandato del Presidente López Obrador.
A maggio, i media hanno dato ampio spazio alla sentenza della Corte Suprema che permette alle minorenni di età uguale o maggiore di12 anni di abortire in caso di stupro, senza il permesso dei genitori e senza una precedente denuncia penale. I gruppi pro-vita hanno criticato duramente la decisione.
Nel giugno 2022 i vescovi hanno espresso la loro preoccupazione per l'ondata di violenza che ha investito il Paese, esortando le autorità a rivedere la loro strategia di sicurezza, ma anche a impegnarsi in un dialogo a livello nazionale per discutere delle violenze e dell'impunità.
Altri incidenti
Nel 2019, l'amministrazione del Presidente López Obrador ha distribuito un vademecum morale che molti gruppi ritengono costituire un tentativo di indottrinamento religioso e una minaccia alla natura secolare dello Stato. In seguito all’accaduto, nel giugno 2021, il Congresso dello Stato di Michoacán ha invitato il Presidente a rispettare il carattere laico dello Stato messicano, confutando tuttavia, tra le altre cose, l'opinione dei gruppi critici del vademecum. Secondo il congresso, il contenuto del volume non implicava alcuna interferenza nella natura laica dello Stato perché non si riferiva a questioni religiose, bensì unicamente a tematiche di natura morale.
Nel giugno 2021, il Congresso dello Stato di Bassa California ha incorporato nel codice penale sanzioni per la discriminazione religiosa da parte dei funzionari pubblici.
Durante il periodo in esame, diversi gruppi religiosi hanno iniziato a lavorare insieme per la pace in Messico. Nel giugno 2021, i rappresentanti di varie organizzazioni cristiane, ebraiche e islamiche si sono riuniti presso l'Antica Basilica di Guadalupe. Nel mese di luglio, i leader religiosi buddisti, anglicani, luterani, islamici, battisti ed ebrei si sono uniti all'iniziativa lanciata dalla Chiesa cattolica per pregare per la pace e contro la violenza in Messico. Nello stesso mese, Chiese per la Pace e altre organizzazioni religiose hanno tenuto il cosiddetto Pellegrinaggio per la Vita, la Pace e contro la Violenza per esprimere il loro rifiuto degli atti di violenza nel Paese, compreso l'omicidio di due sacerdoti gesuiti. In agosto, i leader cattolici ed evangelici hanno concordato azioni congiunte per la pace e in settembre i rappresentanti di diverse fedi hanno pregato per la pace.
Nel maggio 2022, le autorità messicane si sono assunte la responsabilità e si sono scusate pubblicamente per il massacro di Acteal avvenuto nel 1997, a seguito dell'accordo amichevole raggiunto dinanzi alla Commissione Interamericana per i Diritti Umani .
Nel giugno 2022, il codice penale dello Stato di Aguascalientes è stato modificato, per trattare lo stato clericale come un fattore aggravante nei casi di crimini sessuali commessi da persone in posizione di autorità nei confronti delle vittime.
A luglio, il presunto leader del Cartello Jalisco di Nuova Generazione (Cartel Jalisco Nueva Generación, CJNG) ha pubblicato un video sui social media in cui invitava i cartelli a rispettare i sacerdoti, i medici e gli insegnanti e a non coinvolgere costoro nella guerra tra le diverse fazioni legate al narcotraffico.
Ad agosto, è stato annunciato un piano per l'istruzione prescolare, primaria e secondaria. Il piano ribadisce il principio che l'istruzione deve essere libera da qualsiasi influenza di tipo religioso. La religione o la dimensione spirituale sono appena accennate nel processo educativo.
Nello stesso mese, il Congresso messicano ha sollecitato la Procura Generale ad avviare un procedimento contro il vescovo ausiliario di Morelia, monsignor Herculano Medina, per crimini d'odio contro la diversità sessuale a causa dei suoi commenti sull'omosessualità e il lesbismo.
A settembre, circa 15.000 persone hanno organizzato a Villahermosa una manifestazione in favore della vita, della libertà religiosa e dell'educazione dei bambini.
Oltre un milione di persone in 30 Stati hanno marciato per le donne, la vita e la pace l'8 e il 9 ottobre 2022, ovvero un anno dopo la «marcia per le donne e la vita» del 3 ottobre 2021, indetta dai vescovi cattolici del Messico a seguito della decisione della Corte Suprema di Giustizia di invalidare l'articolo 10 bis della Legge Generale sulla Salute che riconosceva il diritto all'obiezione di coscienza nei casi di aborto.
Prospettive per la libertà religiosa
In Messico le violenze contro i sacerdoti, i luoghi di culto e i fedeli hanno continuato ad aumentare. Ciò è dovuto a diversi fattori, quali i cartelli della droga, il crimine organizzato, le dispute fondiarie, la corruzione, l'estorsione e le vendette. Le indagini su questi atti di violenza hanno portato a ben poche condanne. Di conseguenza le comunità temono che gli autori continueranno a godere dell'impunità e che le violenze proseguiranno senza sosta.
Gli attacchi ai sacerdoti, che hanno provocato cinque morti e diversi feriti nel periodo in esame, non sembrano essere direttamente collegati alle credenze religiose, bensì essere motivati dal lavoro pastorale degli ecclesiastici in difesa dei diritti umani e dal loro intervento contro le molestie e gli abusi subiti dalle loro comunità.
Negli ultimi due anni, i crimini d'odio contro le chiese sono notevolmente aumentati, così come gli atti di profanazione commessi all’interno delle chiese cattoliche in diverse parti del Paese.
Anche alcune sentenze giudiziarie sono motivo di preoccupazione, in quanto minano elementi della libertà religiosa, tra cui, ad esempio, la decisione di annullare le disposizioni della Legge Generale sulla Salute che consentivano l'obiezione di coscienza in caso di aborto.
Considerato che la violenza contro i sacerdoti e i luoghi di culto non accenna a diminuire e che le sentenze dei tribunali minano i diritti fondamentali, le prospettive per la libertà religiosa in Messico sono negative.