Libano nel 2020

Numero di progetti nel 2020
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82
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67
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Tipo di progetti nel 2020
Responsabile di Sezione

Il Libano è stato spesso decantato come la Svizzera del Medio Oriente, se non altro per il suo livello relativamente alto di benessere e la coesistenza pacifica delle religioni. Ma le conseguenze della guerra civile, l’interminabile conflitto israeliano e il declino economico hanno fatto precipitare il paese nel caos. A questo si aggiungono il flusso di rifugiati della guerra siriana, la pandemia di corona-virus e il trauma dell’orribile esplosione di Beirut nell’agosto 2020, che rappresentano un pesante fardello sulla società libanese e quindi anche su molti cristiani del paese. Il nostro aiuto al Libano è stato quindi in cima ai nostri programmi.

Un tempo il Libano era l’unico paese del Medio Oriente a maggioranza cristiana. Oggi, solo il 34 per cento degli abitanti è cristiano, e degli under 25 addirittura solo un quarto. Ma i cristiani libanesi godono di grande rispetto nella società, le scuole cristiane sono apprezzate da persone di tutte le fedi, e soprattutto gettano un ponte tra le diverse confessioni del paese. Per contro, molti libanesi considerano problematica la situazione dei rifugiati nel paese. La guerra nella vicina Siria ha riversato circa 1,5 milioni di rifugiati in Libano che, a sua volta, conta solo 4 milioni di abitanti. A questo si aggiungono tra 200.000 e 500.000 rifugiati palestinesi che complicano ulteriormente la situa-zione del territorio.

Devastazione nell’area limitrofa alla Chiesa e all’ospedale dell’istituto delle Suore del Santo Rosario dopo l’esplosione.
Devastazione nell’area limitrofa alla Chiesa e all’ospedale dell’istituto delle Suore del Santo Rosario dopo l’esplosione.

Nel frattempo, molti cristiani stanno pensando di lasciare il paese in quanto l’economia del Libano è in crisi, regna l’inflazione e c’è un elevato tasso di disoccupazione. Anche la sopravvivenza delle scuole cattoliche è incerta per la difficoltà a pagare gli stipendi degli insegnanti. Il fatto che i bambini non possano ricevere un’istruzione scolastica cristiana è un’altra ragione per espatriare. La crisi è iniziata nel 2019, quando decine di migliaia di persone sono scese in piazza per protestare contro la corruzione e il malgoverno.

La moneta libanese ha perso più dell’80 per cento del suo valore in meno di un anno, e i prezzi dei viveri di prima necessità sono quadruplicati. Secondo le Nazioni Unite, oggi più del 55 per cento della popolazione libanese è povera – quasi il doppio dell’anno passato. Ogni giorno le persone devono lottare per garantirsi i bisogni primari. La propensione all’esodo di molti non è dovuta solo alla cattiva situazione economica, ma anche alla sensazione costante di insicurezza dovuta alla crisi perdurante con Israele.

Molti cristiani pensano di lasciare il paese

La nostra Fondazione ritiene quindi che il suo compito più urgente sia quello di dare ai cristiani del Libano una nuova speranza e una prospettiva affinché possano rimanere nel loro paese. La Chiesa è il centro della vita di molti fedeli, quindi noi desideriamo rafforzarlo in modo duraturo. Nel 2020 ci siamo occupati naturalmente anche del sostegno alla formazione sacerdotale e delle offerte per le intenzioni di Sante Messe, contributo indispensabile al sostentamento dei sacerdoti bisognosi. Complessivamente, nel 2020 abbiamo sostenuto il Libano con un totale di circa 3,9 milioni euro.

Come se il Libano non avesse abbastanza fardelli da sopportare, il 4 agosto 2020 un disastro di proporzioni inimmaginabili ha scosso il paese turbando fortemente non solo il Libano ma il mondo intero: l’esplosione nel porto di Beirut, il trauma nazionale dell’anno passato che ha peggiorato di molto la situazione del paese. Stando ai report ufficiali, sono esplose 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio.

Il figlio di Christelle e Jad era nato da appena 15 minuti quando si è verificata un’enorme esplosione nel porto di Beirut. Il bambino è rimasto illeso, nono-stante gli oggetti che volavano e le schegge di vetro.
Il figlio di Christelle e Jad era nato da appena 15 minuti quando si è verificata un’enorme esplosione nel porto di Beirut. Il bambino è rimasto illeso, nono-stante gli oggetti che volavano e le schegge di vetro.

As if Lebanon did not already have enough burdens to bear, on 4 August 2020 a disaster of unimaginable proportions also struck the country, shocking not only Lebanon but the entire world. The explosion in the port of Beirut was the national trauma of the past year and has made the situation in the country many times worse.

L’esplosione ci ha portato via tutto nel giro di secondi.

Una donna di Beirut che ha perso tutto

La violenta detonazione ha scatenato un’onda d’urto circolare che si è propagata in un lampo provocando, come l’esplosione di una bomba atomica, un gigantesco fungo di fumo che si è alzato sopra l’area portuale. Quasi 200 persone hanno perso la vita e altre 6.500 sono rimaste ferite. Quasi 100.000 edifici sono stati distrutti e diverse centinaia di migliaia di persone si sono ritrovate all’improvviso senza tetto.

La nuvola di fumo dell’esplosione si vedeva a chilometri di distanza.
La nuvola di fumo dell’esplosione si vedeva a chilometri di distanza.

La detonazione nella capitale libanese è considerata già una delle più gravi esplosioni non nucleari della storia umana. Ora Beirut è completamente a terra – e con la città l’intero paese. Anche la vita cristiana nella capitale è stata colpita profondamente dal disastro. Circa l’80 per cento del distretto cristiano di Ashrafiyya è stato gravemente danneggiato dall’esplosione. La zona del quartiere cristiano più vicina al porto è quasi scomparsa dalla faccia della terra. Centinaia di famiglie cristiane hanno perso le loro case e il loro sostentamento. Numerosi ospedali e strutture sanitarie cattolici, ma anche chiese e conventi, hanno urgente bisogno di riparazioni.

Con il vostro aiuto risorgeremo dalle macerie.

Suor Nicolas Akiki, direttrice dell’ospedale delle Suore del Santo Rosario di Beirut

Nei giorni successivi all’esplosione, ACN ha fornito un aiuto immediato di 250.000 euro per assistere le 5.000 famiglie più gravemente colpite. Coloro che sono rimasti senza tetto hanno ricevuto viveri e oggetti di prima necessità per alleggerire l’emergenza iniziale. Appena un mese dopo l’esplosione, i rappresentanti di ACN si sono recati a Beirut per individuare con i partner del posto le cose più necessarie per la ricostruzione degli edifici ecclesiastici. ACN ha visitato 23 luoghi, tra cui chiese, conventi, monasteri e altri edifici ecclesiastici, gravemente colpiti dall’esplosione. Parlando con i vescovi dei diversi riti e confessioni, i nostri rappresentanti si sono potuti fare un quadro ancora più dettagliato delle infrastrutture distrutte e delle necessità più urgenti dei cristiani.

Giovani volontari cristiani aiutano a sistemare la Catte-drale maronita danneggiata.
Giovani volontari cristiani aiutano a sistemare la Catte-drale maronita danneggiata.

L’esplosione del 4 agosto ha raso al suolo quasi tutto il quartiere del porto. Anche la Chiesa maronita, considerata la più grande Chiesa locale in Libano, è stata duramente colpita. Ma anche molti edifici di altri riti, per esempio della Chiesa greco-cattolica, di quella di rito latino e la Chiesa ortodossa, sono stati gravemente danneggiati. Anche in questo caso ACN ha già assicurato il proprio aiuto

Abbiamo potuto aggiungere altri 5 milioni di euro ai nostri aiuti per il Libano.

La devastazione è stata così grave che abbiamo aumentato il nostro budget di aiuti per il Libano di altri 5 milioni di euro. I primi 16 progetti di ricostruzione per un totale di oltre 2,65 milioni di euro, sono stati approvati poco tempo dopo. Tra i progetti che la nostra Fondazione si è impegnata a sostenere c’è la storica chiesa greco-melchita di San Salvatore, costruita nel 1890 e situata quasi all’ingresso del quartiere cristiano distrutto. La sua ricostruzione è un incoraggiante segno di speranza per gli abitanti cristiani. Necessita di riparazioni anche la Cattedrale maronita di San Giorgio, per i cristiani in Libano un altro simbolo importante che permette loro di credere ancora in un futuro in questo paese

ACN sostiene il progetto “John the Merciful Table”

Nel 2020 anche il nostro aiuto umanitario per i rifugiati siriani in Libano è continuato senza sosta. Abbiamo di nuovo sostenuto con 700.000 euro il progetto “John the Merciful Table”, una struttura nella città di Zahlé al confine con la Siria, che fornisce tutti i giorni un pasto caldo a circa 1.000 rifugiati siriani e, sempre più spesso, anche alla gente bisognosa del posto. ACN sostiene il progetto dal 2015. Le persone non vengono solo sfamate, ma ricevono dagli operatori anche confor-to e contatto umano. Anche nel 2020 ACN ha aiutato i rifugiati siriani con fondi per la copertura delle tasse scolastiche e ha pagato le cure mediche necessarie.

Que signifie pour vous cette visite ?

La visite du Pape nous remontera le moral, plus que toute autre chose. Tous les yeux de la planète seront dirigés vers Baghdeda. Le monde saura ainsi ce qui est arrivé à cette ville : les terribles destructions et la migration forcée. Ce serait également bien si nous recevions ensuite un peu plus d’aide et de soutien. Cette visite est très importante pour nous qui sommes ici, surtout après l’énorme migration forcée de tant des nôtres. Cette visite signifie que nous ne sommes pas seuls et qu’il y a des gens qui prient pour nous. Cela nous donnera de l’espoir, nous encouragera à rester dans notre pays et à ne pas le quitter.

Qu’aimeriez-vous dire au Saint-Père ?

Si j’ai l’occasion de le rencontrer, je voudrais le remercier pour sa visite qui nous rend très heureux, et pour ses prières. Je tiens également à le remercier pour toute l’aide qu’il nous a procurée ces derniers temps. Je n’oublie pas sa grande solidarité et le geste qu’il a fait en vendant aux enchères la Lamborghini qu’on lui avait donnée pour soutenir avec l’argent récolté la reconstruction de la plaine de Ninive. Je voudrais aussi qu’il continue à prier pour nous afin que la paix arrive en Irak.

Qu’aimeriez-vous lui montrer à Qaraqosh/Baghdeda ? Que devrait-il visiter ?

Je voudrais lui montrer l’église historique Al-Tahira et des photos de Baghdeda, je voudrais qu’il voie comment l’État Islamique l’a détruite et comment les gens d’ici ont eu le courage de la reconstruire.

¿Qué significa la visita para usted?
La visita del Papa levantará el ánimo y la moral, más que cualquier otra cosa. Todos los ojos del mundo se dirigirán a Baghdeda. Así, el mundo sabrá lo que le sucedió a esta ciudad. La terrible destrucción y la migración forzada. También sería bueno si luego recibimos más ayuda y apoyo. Esta visita es realmente importante para nosotros, los que estamos aquí, especialmente después de la enorme migración forzada de tantos de los nuestros. La visita significa que no estamos solos y hay quienes rezan por nosotros. Esto nos dará esperanza, nos animará a permanecer en nuestra tierra y no dejarla.

¿Qué le gustaría decirle al santo padre?
Si tengo la oportunidad de encontrarme con él: quiero agradecerle su visita, que nos hace muy felices, y su oración. También quiero darle las gracias por todo lo que nos ha ayudado durante el último periodo. No me olvido de su gran solidaridad y del gesto de subastar el Lamborghini para apoyar con ese dinero la reconstrucción de la llanura de Nínive. También quiero que siga orando por nosotros para que la paz llegue a Irak.

¿Qué le gustaría mostrarle en Baghdeda /Qaraqosh? ¿Qué debería visitar?
Quiero mostrarle la histórica iglesia Al-Tahira y fotos de Baghdeda, quiero que vea cómo fue destruida por ISIS y cómo la gente de aquí ha sido tan fuerte para reconstruirla nuevamente.

Was bedeutet der Besuch für Sie?
Der Besuch des Papstes wird die Stimmung und die Moral heben, mehr als alles andere. Alle Augen der Welt werden auf Baghdida gerichtet sein. Dann wird die Welt erfahren, was mit dieser Stadt passiert ist, die schreckliche Zerstörung und die erzwungene Migration. Es wäre auch gut, wenn wir anschließend mehr Hilfe und Unterstützung bekommen würden. Dieser Besuch ist wirklich wichtig für uns hier, besonders nach der großen Zwangsmigration so vieler unserer Leute. Der Besuch bedeutet, dass wir nicht allein sind, und dass es Menschen gibt, die für uns beten. Das wird uns Hoffnung geben, es wird uns ermutigen, in unserem Land zu bleiben und es nicht zu verlassen.

Was würden Sie dem Heiligen Vater gerne sagen?
Wenn ich die Gelegenheit habe, ihn zu treffen: Ich möchte ihm für seinen Besuch, der uns sehr glücklich macht, und für sein Gebet danken. Ich möchte mich auch bei ihm für alles bedanken, was uns in der letzten Zeit geholfen hat. Ich werde nie seine große Solidarität vergessen sowie die Geste, den Lamborghini zu versteigern (siehe Link zur Meldung), um mit diesem Geld den Wiederaufbau der Ninive-Ebene zu unterstützen. Ich möchte auch, dass er weiterhin für uns betet, damit im Irak Frieden einkehrt.

Was möchten Sie ihm in Baghdida /Karakosch zeigen? Was sollte er besuchen?
Ich möchte ihm die historische Al-Tahira-Kirche zeigen und Bilder von Baghdida, ich möchte, dass er sieht, wie alles von ISIS zerstört wurde und welcher Kraft die Menschen hier es wiederaufgebaut haben.

What does the Pope’s visit mean to you?
The papal visit will lift up our spirits and morale more than anything else. All the eyes of the world will be on Baghdeda. And in this way the world will know what happened to this city. The terrible destruction and the forcible ethnic cleansing. It will also be a good thing if afterwards we get more support and help. This visit is really important to us, to those of us who are living here, especially after the massive ethnic cleansing and expulsion of so many of us. His visit means that we are not alone and that there are people who are praying for us. This will give us fresh hope and encourage us to persevere, here on our own soil, and not leave it.

What would you like to say to the Holy Father?
If I get the opportunity to meet him, I would like to be able to thank him for his visit, which has made us very happy, and for his prayers. I would also like to thank him for all he has done to help us in recent times. I have not forgotten his great gesture of solidarity in auctioning the Lamborghini in order to use the money to help pay for the reconstruction of our homes on the Niniveh plains. I would also like to ask him to continue praying for us and for peace to return to Iraq.

What would you like to show him in Qaraqosh/ Baghdeda? Which places should he visit?
I would like to show him our historic Al-Tahira church, and some photos of Baghdeda. I’d like him to be able to see how it was destroyed by IS and how the people here have worked so hard recently to rebuild it once more.

Qu’est-ce que cette visite signifie pour vous ?

La visite du Pape est ce que nous désirions le plus ici. C’est une grande bénédiction. Nous avons un grand désir de le voir. Ce qui rajoute de l’importance à cette visite, c’est la situation de vulnérabilité que nous, chrétiens, subissons en Irak. Il y a plusieurs raisons à cette fragilité, toutes sont les séquelles de l’État Islamique. Toutes ces destructions ont grandement contribué à l’émigration des chrétiens. De nombreux problèmes pèsent sur nous. Mais par sa visite, le Pape nous donnera de l’espérance et de la confiance, il nous encouragera et réduira notre fardeau. Bien que la situation soit instable en Irak en ce qui concerne la sécurité, tout spécialement dans le domaine politique, on s’attend à ce qu’à l’arrivée du Pape, sa sécurité soit correctement assurée.

Qu’aimeriez-vous dire au Saint-Père ?

Je voudrais lui demander de me donner sa bénédiction, de bénir mon travail et le dévouement des prêtres d’ici, et de bénir le peuple par ses prières. Je voudrais lui demander d’aider tous ceux qui sont en danger dans ce pays, qu’ils soient chrétiens ou musulmans. Qu’il tente de mobiliser les pays du monde entier pour soutenir ce pays qui a besoin d’aide.

Qu’aimeriez-vous lui montrer à Qaraqosh/Baghdeda ? Que devrait-il visiter ?

J’aimerais qu’il visite l’église Al-Tahira, parce que c’est un symbole et un élément du patrimoine de Baghdeda. Cette église est la mère, le foyer et le patrimoine de chacun des habitants de Baghdeda. Nos ancêtres ont construit cette église, nous avons tous le sentiment d’en faire partie. Bien sûr, nous serions heureux qu’il visite de nombreux endroits, des églises, monastères et maisons traditionnelles, et qu’il rencontre également beaucoup de gens qui ont le désir de le voir.

¿Qué significa la visita para usted?
La visita del Papa es lo que más hemos deseado aquí. Es una gran bendición. Sentimos un gran anhelo de verlo. Lo que agrega importancia a esta visita son las condiciones tan vulnerables que sufrimos los cristianos en Irak. Hay varios motivos para esa fragilidad, todas las secuelas que ha dejado el ISIS, esa enorme destrucción ha llevado en gran medida a la emigración de cristianos. Muchos problemas pesan sobre nosotros. Pero cuando nos visite, nos dará esperanza, confianza y aliento y reducirá esta carga. Además del hecho de que la situación de seguridad en Irak, especialmente la política, es inestable, se espera que a la llegada del Papa se garantice su seguridad de manera correcta.

¿Qué le gustaría decirle al santo padre?
Querría pedirle que me dé su bendición, que bendiga mi servicio y la entrega de los sacerdotes aquí y que bendiga al pueblo a través de sus plegarias. Le pido que ayude a todos los que están en peligro en este país, ya sean cristianos o musulmanes. Que intente movilizar a los países del mundo para que apoyen a este país que necesita ayuda.

 ¿Qué le gustaría mostrarle en Baghdeda / Qaraqosh? ¿Qué debería visitar?
Me encantaría que visite la iglesia Al-Tahira, porque es símbolo y patrimonio de Baghdeda. Esta iglesia es madre, hogar y herencia de cada uno de los habitantes de Baghdeda. Nuestros antepasados ​​construyeron esta iglesia, todos nos sentimos parte de ella. Ciertamente, nos alegraría que visitara muchos lugares, iglesias, monasterios y casas tradicionales,  también que vea a muchas personas que anhelan verlo.

Was bedeutet der Besuch für Sie?
Der Besuch des Papstes ist das, was wir uns hier am meisten gewünscht haben. Es ist ein großer Segen. Wir spüren eine starke Sehnsucht, ihn zu sehen. Was diesen Besuch noch wichtiger macht, sind die äußerst prekären Bedingungen, unter denen wir Christen im Irak leiden. Es gibt mehrere Gründe für diese Zerbrechlichkeit. All die Folgen, die ISIS hinterlassen hat, diese enorme Zerstörung hat in großem Maße zur Auswanderung von Christen geführt. Viele Probleme lasten auf uns. Aber wenn er uns besucht, wird er uns Hoffnung, Zuversicht und Ermutigung geben und diese Last verringern. Auch wenn die Sicherheitslage im Irak, insbesondere die politische Situation, instabil ist, hoffen wir, dass bei der Ankunft des Papstes seine Sicherheit ausreichend gewährleistet ist.

 

Was würden Sie dem Heiligen Vater gerne sagen?
Ich möchte ihn bitten, mir seinen Segen zu geben, meinen Dienst und die Hingabe der Priester hier zu segnen und die Menschen durch seine Gebete zu segnen. Ich bitte ihn, all jenen zu helfen, die in diesem Land in Gefahr sind, ob sie nun Christen oder Muslime sind; und die Länder der Welt zu mobilisieren, um dieses Land, das Hilfe braucht, zu unterstützen.

Was möchten Sie ihm in Baghdida / Karakosch zeigen? Was sollte er besuchen?
Ich möchte, dass er die Al-Tahira-Kirche besucht, denn sie ist ein Symbol und Erbe von Baghdida. Diese Kirche ist die Mutter, die Heimat und das Vermächtnis eines jeden einzelnen Menschen in Baghdida. Unsere Vorfahren haben diese Kirche erbaut, wir alle fühlen uns als Teil von ihr. Sicherlich würden wir uns freuen, wenn er viele Orte, Kirchen, Klöster und traditionelle Häuser besuchen würde, und auch, wenn er viele Menschen treffen würde, die sich danach sehnen, ihn zu sehen.

What does the visit mean to you?
The papal visit is the thing we have longed for most of all here. It will be a great blessing. We have a great yearning to see him. What gives added importance to this visit is the so very vulnerable situation that we are suffering as Christians in Iraq. There are many reasons for this vulnerability, including the aftermath of what IS left behind, the enormous destruction which has led in such large measure to the emigration of the Christians. There are many problems weighing on us. But when he comes to visit us, he will give us new hope and confidence and some relief from this burden. In addition there is the fact that the security situation in Iraq, and especially the political situation, is so unstable, so we are hoping that when the Pope does arrive they will guarantee his security in the way that they should.

 

What would you like to say to the Holy Father?
I would like to ask him to give me his blessing, to bless my ministry and the hard work of all the priests here, and also to bless all the people through his prayers. I would ask him to help all those in danger in this country, whether they are Christians or Muslims. And that he might strive to encourage the countries of the world to support this nation, which is truly in need.

What would you like to show him in Qaraqosh/ Baghdeda? What places ought he to visit?
I would love him to visit the Al-Tahira church, because it is a symbol and a rich cultural legacy of Baghdeda. This church is the mother, the home and the inheritance of every one of the inhabitants of Baghdeda. Our forefathers built this church, and we all feel we are a part of it. Of course, we would be happy for him to visit many different places – churches, monasteries and traditional homes – and also for him to be able to meet all the many people who are longing to see him.

Que signifie pour vous cette visite ?

Elle a une valeur morale, et non pas économique. Cette question occupera l’opinion publique mondiale, et tout spécialement irakienne. J’ai l’impression d’y tenir une place importante.

 

Qu’aimeriez-vous dire au Saint-Père ?

Ce sera formidable de faire sa connaissance, et je voudrais lui dire : « Nous avons besoin d’une protection internationale parce que notre communauté chrétienne a subi une migration forcée ».

Qu’aimeriez-vous lui montrer à Qaraqosh/Baghdeda ? Que devrait-il visiter ?

J’aimerais lui montrer les églises et les maisons brûlées, afin qu’il voie les dégâts que l’État Islamique a laissés derrière lui dans cette ville. Et aussi notre Musée du patrimoine de Baghdeda pour lui présenter notre histoire et notre culture.

¿Qué significa la visita para usted?
La visita tiene un valor moral, no económico. Este tema ocupará la opinión pública en el mundo y especialmente en Irak. Siento que tengo un lugar importante en él.

 

¿Qué le gustaría decirle al santo padre?
Será genial conocerlo y querría decirle “necesitamos protección internacional, porque nuestra comunidad cristiana ha sufrido una migración forzada”.

¿Qué le gustaría mostrarle en Baghdeda /Qaraqosh? ¿Qué debería visitar?
Me gustaría mostrarle las iglesias y las casas quemadas, para que vea el daño que dejó ISIS en esta ciudad. Y también nuestro Museo del patrimonio de Baghdeda para presentarle nuestro historia y cultura.

Was bedeutet der Besuch für Sie?
Der Besuch hat einen moralischen Wert, keinen wirtschaftlichen. Er wird die öffentliche Meinung in der Welt und insbesondere im Irak beherrschen. Ich habe das Gefühl, dass ich einen wichtigen Anteil daran habe.

Was würden Sie dem Heiligen Vater gerne sagen?
Es wird großartig sein, ihn zu treffen, und ich möchte ihm sagen: „Wir brauchen internationalen Schutz, weil unsere christliche Gemeinschaft unter der erzwungenen Auswanderung gelitten hat“.

Was möchten Sie ihm in Baghdida /Karakosch zeigen? Was sollte er besuchen?
Ich möchte ihm die Kirchen und ausgebrannten Häuser zeigen, damit er den Schaden sieht, den ISIS in dieser Stadt angerichtet hat. Und auch unser Heimatmuseum in Baghdida, um ihm unsere Geschichte und Kultur näher zu bringen.

What does this visit mean to you?
This visit has a moral value rather than an economic one. This is a topic that will engage public opinion around the world and especially in Iraq. I feel as though I have an important part to play in it.

What would you like to say to the Holy Father?

It would be wonderful to be able to meet him, and I would like to be able to say to him, “We need international protection, because our Christian community was forcibly displaced.”

What would you like to show him in Qaraqosh/ Baghdeda? What places should he visit?
I would like to be able to show him the churches and houses that were burnt out, so that he could see the destruction left behind by IS in this city. And also our Baghdeda Heritage Museum, so that we can show him our history and culture.